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Le frazioni
Garda di Sonico
Questo antico paesello sorge sulle pendici nordoccidentali del Piz di Olda, solcate dal torrente Zazza. Si raggiunge seguendo la strada che si avvia dal ponte sul Remulo a Rino di Sonico, in mezzo a castagneti fruttiferi secolari. Un tempo i campi sul pendio che digrada verso l'Oglio erano coltivati a frumento, orzo e segale, mentre sui dossi a monte del paese si estendono i vasti e antichi pascoli di Garda e di Olda, raggiunti da una mulattiera e contornati da rigogliosi boschi di conifere. Nella contrada di S. Lorenzo vi sono la chiesa di S. Lorenzo e il cimitero, mentre la chiesa parrocchiale della Natività di Maria Santissima sorge nel centro storico, più in alto. La sua antichità è ricordata in una lapide dei tempi dell'impero qui reperita e pubblicata dallo storico bresciano Federico Odorici.
Rino di Sonico
L'antico centro industriale del comune di Sonico sorge sopra un dosso tra la Val Rabbia e il torrente Remulo, che sbocca dalla Val Malga descrivendo un'ampia curva prima di scendere nella piaa di Greano. Ancora nel 1820 la Val Rabbia si gettava nel Remulo e cinquant'anni dopo puntava, come ora, diritta nell'Oglio, scorrendo sopra un vasto cono di deiezione formato da enormi massi. L'ambiente circostante è caratterizzato da folti castagneti secolari. Il paesino è collegato con Sonico dalla strada suaccennata e direttamente con la Statale 42 da una stradina che si avvia sulla sponda sinistra dell'Oglio al Ponte di Dazza. Attualmente le case sono costruite su entrambe le sponde del Remulo.
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